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Sabato 09 Febbraio 2008
Covip, in scadenza 4 su 5
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Il 2008 si presentava già complesso, ma le elezioni anticipate hanno reso ancor più difficile l'evoluzione della Covip, la commissione di vigilanza sui fondi pensione. Scadono infatti i mandati di tre commissari su quattro, oltre a quello dello stesso presidente Luigi Scimìa. Il tutto all'indomani dell'anno clou per la previdenza complementare, che ha portato il tasso di adesione al 30% con circa un milione di nuovi iscritti a fondi negoziali, aperti e Pip. Sul rinnovo delle cariche si incrociano così equilibri politici e di rappresentanza sindacale.
Pochi i punti fermi: è praticamente automatico che alla scadenza del primo mandato scatti la riconferma. È il caso di Eligio Boni: emiliano, già sindacalista nel settore bancario di area Cisl, in scadenza ad ottobre. Non per Fabio Ortolani, anch'egli commissario fino ad ottobre, quando finirà il suo secondo incarico. Attivo nello sviluppo dei fondi pensione presso la Uil, Ortolani potrebbe essere sostituito da Domenico Proietti, segretario confederale della stessa sigla sindacale. C'è poi il commissario Covip già decaduto: è Federica Seganti, nominata nel 2003 dal governo di centro destra. Anche per questo al suo posto sembrava destinato Giovanni Pollastrini: vero pivot dell'operazione di smobilizzo del Tfr (è consulente del ministro uscente Cesare Damiano per la previdenza complementare), ex commissario straordinario di Enasarco e direttore di FondInps. La firma per la nomina di Pollastrini in Covip è stata rallentata da una lentezza burocratica non casuale, con l'ultimo via libera, quello del ministero dell'Economia, giunto solo il giorno delle dimissioni del'esecutivo.
La vittoria del centrodestra o del centrosinistra il 14 aprile potrebbe favorire Seganti o Pollastrini. Anche se la Cgil rivendica da tempo una maggiore rappresentatività nell'autorità di vigilanza: Bruno Mangiatordi (il quarto commissario che scade nel 2010) era stato accostato alla confederazione sindacale, anche se il feeling tra l'organizzazione sindacale e l'allievo dell'ex sottosegretario alle Finanze Laura Pennacchi non è mai stata calorosa. Anche per questo la Cgil potrebbe far scendere in campo Morena Piccinini, anch'essa segretario confederale, in prima linea nel 2007 per la promozione dei fondi negoziali. Scenari in veloce evoluzione, col condizionale obbligatorio, senz'altro sensibili alle oscillazioni dell'elettorato in occasione delle prossime elezioni.
Caso a sé, invece, il mandato del presidente della Covip, Luigi Scimìa; può vantare i risultati dell'operazione Tfr, soprattutto dal punto di vista qualitativo: ha gestito con successo l'evoluzione giuridica della normativa, senza incidenti di percorso, anzi arricchito dall'efficiente soluzione della vicenda Cassa Ibi, affidato al commissario straordinario Paolo Gualtieri. Scade a luglio il mandato di Scimìa, il quale ha coltivato buoni rapporti con entrambi gli schieramenti politici e – secondo quanto si apprende dal suo entourage – attende che gli venga chiesto di restare per un altro mandato, che si concluderebbe al compimento dei 79 anni. Per la possibile successione a Scimia nelle ultime settimane era spuntato il nome di Alberto Brambilla: già collaboratore di Giuliano Amato e di Lamberto Dini negli anni '90, l'estensore della riforma Maroni avrebbe già smentito l'ipotesi. Ambienti del centro destra lo danno già impegnato in un possibile esecutivo guidato da Silvio Berlusconi. Ovviamente al Ministero del Welfare.
Marco lo Conte
http://marcoloconte.blog.
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